Con l’avvicinarsi del caldo anche voi avete paura della puntura delle zanzare? In Italia sembra tornare la zanzara della malaria. Ecco dove
Un dato di fatto che sembra essere incontrovertibile è che il tempo che ci circonda è cambiato, il clima ha mutato il suo corso. Le stagioni sembrano essere molto più definite di un tempo, e per la verità anche molto tempo. Sembriamo essere dispersi, spaventati dall’ambiente che ci circonda, che come è logico aspettarsi, pare essere il primo a risentire degli effetti non sempre positivi di questo cambiamento repentino, di temperatura, di clima, di atmosfera. E ovviamente anche gli uomini seguono il corso degli eventi climatici.
Anzi il nostro corpo dovrebbe in un certo senso adeguarsi non solo al forte ed anomalo aumento repentino della temperatura, ma anche e soprattutto agli attacchi costanti, troppo frequenti, e spesso pericolosi degli insetti. Ma a dir la verità: qual è l’insetto più fastidioso, o uno dei più fastidiosi nonché, come è stato studiato anni fa, nocivi? La risposta a lume di naso pare essere abbastanza scontata. Le zanzare le conosciamo tutti, sappiamo fin troppo bene quanto possano essere infide per la loro forma piccola e silenziose e sappiamo bene quanto siano prolifiche con il forte caldo, ma non sappiamo bene e fino in fondo quanto possano nuocere alle loro vittime.
Quello che da sempre temiamo pare essere alle porte insieme al forte e terribile caldo estivo, che già in questo periodo si sta facendo sentire in modo evidente. Ecco che nell’aria ricompaiono gli insetti che più odiamo e temiamo: le zanzare. In modo particolare sembra che sia tornata nel nostro paese il tipo di zanzara più temibile, ovvero quella della malaria.
Questa malattia tremenda che nei secoli passati si contraeva in modo molto facile attraverso questi insetti così subdoli, pare minacciare di nuovo l’Italia, ma in quale luogo in particolare? Secondo una nuova statistica le zone del sud sarebbero quelle più a rischio, soprattutto la Puglia che per cinquant’anni pare essere stata libera da questo pericolo.
Sembra dunque essere stata isolato il caso della zanzara anofele portatrice della malattia, e ciò che si renderebbe necessario in modo evidente è un maggior monitoraggio a tappeto sulle zone a rischio, per ridurre il possibile contagio e la possibile diffusione. Si raccomanda di non creare dei fenomeni di allerta troppo forti, ma allo stesso tempo si consiglia di non sottovalutare la situazione.
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