Spese per le vacanze, vediamo quali sono quelle detraibili e deducibili, con limiti e accortezze per evitare controlli del Fisco.
Con la stagione invernale terminata si inizia ormai a pensare alle vacanze e a come organizzarle concretamente. Ma questo è anche il periodo che porta i contribuenti alla dichiarazione dei redditi. E a proposito di vacanze è lecito chiedersi quante spese sostenute per viaggi e soggiorni siano detraibili e deducili in dichiarazione.
Affrontare le spese con una seria programmazione consente di pianificare vacanze e viaggi con maggiore serenità e tranquillità e rende possibile risparmi notevoli dal punto di vista fiscale. Questo può valere per un lavoratore dipendente quanto per un un titolare di partita iva alle prese con regole e norme diverse.
Soprattutto un titolare di partita iva deve considerare con attenzione le spese che affronta anche durante il periodo festivo e vacanziero. Prima considerazione è la natura del regime iva cui è sottoposto. Solo i titolari di partita iva a regime ordinario possono scaricare e dedurre le spese delle vacanze, usando il metodo analitico. Per il regime forfettario invece si applica il metodo a forfait, usando il coefficiente di redditività del proprio codice Ateco.
Seconda importante considerazione è che le spese per essere portate in deduzione devono rispondere al principio di inerenza. Cioè ci deve essere una correlazione tra spese sostenute e ritorno di reddito che può derivare da essa. Deve quindi potenzialmente migliorare le prestazioni del lavoratore autonomo.
Anche le spese per viaggi devono rispondere al principio di inerenza. Quindi se in un periodo di riposo si partecipa a convegni o corsi di formazioni, si possono portare in deduzione le spese sostenute per il viaggio, per il pernotto, per i pasti. Bisogna prestare molta attenzione ai giustificativi per evitare controlli del Fisco, con una documentazioni che dimostri le spese avute. Queste devono essere certe e determinate con documenti che ne attestino l’esistenza (biglietti di viaggio, scontrini, fatture).
Va ricordato che ci sono limiti nella deducibilità delle spese sostenute, per esempio per la manutenzione dell’auto sono deducibili al 20%, mentre l’iva per vettura è deducibile al 40%. Le spese per i pasti e alloggio sono deducibili al 75% purché tali costi non siano superiori al 2% dei compensi avuti nello stesso anno di iva. Mentre l’iva sulle fatture relativi e detraibile interamente.
Le spese di rappresentanza, per partecipare a fiere e mostre, è deducibile interamente nella misura dell’1% dei ricavi avuti nell’anno di imposta. In questo caso l’iva delle relative fatture è indetraibile. Da ricordare infine che vale il principio di cassa, quindi solo le spese sostenute nel 2023 sono deducibili nel 2024.
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