Sono in tutto 76 i milioni stanziati dal Governo per questi incentivi a fondo perduto: ecco come fare ad averli.
Negli ultimi tempi, l’attenzione è sempre più focalizzata sugli sforzi necessari per rilanciare le attività commerciali colpite dagli impatti economici globali. In questo contesto, le somme a fondo perduto si presentano come un importante strumento per sostenere imprese e imprenditori nell’affrontare le sfide economiche attuali. Molto interessante, allora, la misura di cui vi parliamo oggi, che prevede un contributo a fondo perduto fino a 30.000 euro. Ecco di cosa si tratta e come aderire.
La pandemia da COVID-19 ha lasciato un’impronta indelebile sul panorama economico mondiale, con molte attività commerciali che hanno subito significative perdite finanziarie. In risposta a questa crisi, molti governi hanno introdotto misure di sostegno, tra cui le somme a fondo perduto, al fine di fornire un aiuto immediato e tangibile alle imprese in difficoltà. Misure che poi si sono succedute anche negli anni seguenti al periodo pandemico.
Le somme a fondo perduto rappresentano una forma di sostegno finanziario che non richiede la restituzione. A differenza dei prestiti, queste risorse sono concesse alle imprese senza obbligo di rimborso, alleviando così il peso finanziario a breve termine. Questo meccanismo mira a garantire che le imprese possano coprire le spese operative, mantenere i dipendenti e sopravvivere alle difficoltà economiche senza accumulare ulteriori debiti.
Una delle principali ragioni per cui le somme a fondo perduto sono state adottate su scala globale è la loro capacità di fornire un sostegno rapido ed efficace. Le procedure semplificate per l’accesso a tali fondi consentono alle imprese di ottenere risorse finanziarie in tempi brevi, contribuendo così a preservare la stabilità economica. Inoltre, queste misure promuovono la ripresa economica incoraggiando gli imprenditori a mantenere le loro attività operative. La riduzione del rischio finanziario attraverso l’assenza di obblighi di restituzione facilita la pianificazione a lungo termine e stimola gli investimenti.
Il Governo ha stanziato risorse per 76 milioni di euro, destinate alle aziende della gastronomia e dell’agroalimentare, che potranno avere somme a fondo perduto fino a 30.000. A essere interessati sono le attività di ristorazione con somministrazione, gelaterie e pasticcerie e i produttori di pasticceria fresca.
In particolare, sono due le misure previste: il contributo denominato “Giovani diplomati” (risorse complessive per 20 milioni di euro) e il contributo denominato “Macchinari e beni strumentali” (risorse complessive per 56 milioni di euro). Il primo è relativo a contratti di apprendistato tra le imprese e i giovani diplomati nei servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera.
Il secondo finanzia, invece, l’acquisto di macchinari professionali e di altri beni strumentali durevoli, che devono essere acquistati nuovi di fabbrica, organici e funzionali. Ci sono comunque dei requisiti da soddisfare per poter avere queste somme.
Per la ristorazione, è necessario che l’impresa sia costituita e iscritta come attiva nel Registro delle imprese da almeno 10 anni, oppure che abbia acquistato – nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del Decreto Ministeriale 21 ottobre 2022 – prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo. Discorso analogo per gelaterie e pasticcerie. Cambia però la percentuale dei prodotti certificati e biologici. Invece del 25% è richiesto almeno il 5%.
Per ciò che concerne l’acquisto della strumentazione, le spese devono essere interamente sostenute e pagate dall’impresa entro 8 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni e i beni strumentali acquistati devono essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno 3 anni dalla data di concessione del contributo. La domanda va presentata a Invitalia tramite l’apposita procedura web a cui si accede con credenziali SPID, CNS, CIE a partire dalle ore 10 del 1° marzo 2024. La procedura si chiuderà alle ore 10 del 30 aprile 2024. Le richieste saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione.
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