Quali sono le categorie di lavoratori che riceveranno un aumento di stipendio di 100 €, ecco le ultime novità del mondo del lavoro
Migliaia di dipendenti in Italia potrebbero presto godere di un aumento di stipendio di 100 euro al mese. Ma chi sono questi lavoratori fortunati? Quali categorie professionali vedranno un incremento salariale nei prossimi mesi? Vediamo insieme quali sono le categorie interessate da questa importante novità.
La legge di Bilancio recentemente passata provoca una serie di effetti sugli stipendi, con un aumento mensile netto di circa 110 euro per coloro che guadagnano oltre 2mila euro lordi. Tuttavia, per i redditi più alti, l’aumento diventa più modesto e può addirittura scomparire. L’effetto più costoso per il bilancio pubblico, vale a dire la conferma per il 2024 dell’esonero contributivo destinato ai lavoratori dipendenti (anche detto “taglio del cuneo”), sarà paradossalmente poco noto ai lavoratori dipendenti stessi.
In base ai dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio, è possibile identificare chi beneficerà e in che misura a seconda della fascia di reddito. L’indagine che segue mette in luce tre punti importanti:
Quali vantaggi per i 20,7 milioni di lavoratori? La divisione in base al reddito percepito
Questo gruppo combina i benefici di due misure (riduzione dell’Irpef e taglio del cuneo fiscale):
Fino a questo punto, ci sono tre lavoratori su quattro, includendo lavoratori part-time e stagionali:
Dunque, l’analisi dei numeri suggerisce che a partire da un reddito di 28 mila euro, quando l’effetto della riduzione del cuneo fiscale diminuisce del 7/6% e si esaurisce a 35 mila euro, i vantaggi cominciano a calare.
Proporzionalmente al reddito imponibile, i guadagni si riducono a metà tra i 28 e i 35 mila euro e diventano sempre meno significativi oltre i 35 mila (303 euro possono sembrare poco per un individuo benestante, ma in termini assoluti sono più di quelli percepiti fino a 8.000 euro).
Parte della motivazione è che le detrazioni maggiori per lavoratori dipendenti e la diminuzione dell’aliquota Irpef influenzano lo stipendio di tutti i lavoratori, mentre le riduzioni supplementari a partire da un reddito di 50 mila euro vengono controbilanciate dalla diminuzione di altre detrazioni.
Ora diamo uno sguardo ai restanti 19,3 milioni di contribuenti IRPEF, tra cui troviamo circa 15 milioni di pensionati, lavoratori autonomi (che ovviamente non sono stati coinvolti dall’introduzione della flat tax) e persone con reddito proveniente da immobili, questi ultimi beneficiano solo di un abbassamento dell’aliquota IRPEF.
Poiché non ottengono alcun vantaggio dal taglio del cuneo fiscale, i benefici per loro sono notevolmente più modesti e più concentrati sui redditi medio-alti:
Simulazione con diversi gradi di stipendi
Analizziamo come le simulazioni influenzano la variazione dei salari e come viene applicato questo modello ai diversi gradi di stipendio. Per i livelli salariali più bassi, la diminuzione del divario (sette punti in meno) ha un effetto progressivo, per esempio:
È importante notare che il taglio contributivo sul salario lordo non si trasforma automaticamente in un vantaggio netto, perché l’importo trattenuto dal lavoratore viene tassato dall’Irpef. Ma quale impatto hanno questi aggiustamenti sulla tassazione del reddito individuale? Per salari lordi non superiori a 15.000 euro annui (circa 1.150 euro mensili considerando tredici mensilità), l’aumento della detrazione produce un miglioramento minimo, approssimativamente 6 euro al mese. Superata questa soglia, l’abbassamento delle aliquote si avvia gradualmente, raggiungendo un risparmio mensile massimo di 20 euro.
La graduale diminuzione dell’esonero contributivo inizia quando i guadagni lordi superano i 1.923 euro (25 mila all’anno), passando da sette a sei punti. Di conseguenza:
Attenzione, è probabile che l’ulteriore vantaggio residuo sarà eliminato per coloro con un reddito Irpef superiore a 50 mila euro all’anno. Oltre questa soglia, infatti, viene applicata una franchigia sulle detrazioni fiscali, per un totale di 260 euro, ovvero 20 euro mensili per tredici mesi. Pertanto, basta un minimo utilizzo degli sconti fiscali (ad esclusione di quelli per le spese mediche) per permettere al fisco di recuperare quello che aveva concesso in precedenza.
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