È bene capire le implicazioni per il mutuo se si è stipulato un contratto, la situazione può variare se l’immobile è fuori i nostri confini.
Molti nostri connazionali hanno ancora la concezione di come possa essere utile comprare una casa se si desidera fare un investimento, ben sapendo come questo sia un bene destinato a restare nel tempo e, magari, da dare in eredità, a figli e nipoti. Certamente stipulare un mutuo può essere impegnativo, su questo ci sono pochi dubbi, ma entrare poi in possesso dell’immobile ripaga poi della spesa sostenuta.
A volte però si può decidere di fare questo passo oltre i nostri confini, pur mantenendo la prima casa in Italia, con l’intenzione di utilizzare la seconda abitazione per trascorrere un periodo di vacanza. In casi simili ci sono però delle incombenze sul piano legale che è bene conoscere prima di portare a termine la procedura.
L’Agenzia delle Entrate si è espressa su un aspetto importante per le persone che hanno scelto di stipulare un mutuo per una casa all’estero, ma mantenendo la residenza in Italia. È possibile per chi lo desidera, come precisato dall’articolo 15 del Tuir (testo unico imposte sui redditi), usufruire della detrazione Irpef per gli interessi passivi del mutuo per la prima casa.
Questa è pari al 19% su una spesa massima di 4 mila euro, ma riguarda solo gli interessi pagati sul mutuo e non sul capitale. Questo sta a indicare la possibilità di scalare un importo pari a 760 euro l’anno, cifra che può comunque essere da non scartare in un periodo come questo.
Si tratta di una soluzione che può essere presa in considerazione in un duplice caso: contribuenti residenti all’estero che acquistano un immobile all’estero e contribuenti residenti in Italia che acquistano un immobile all’estero.
Per quanto riguarda nello specifico la stipula del mutuo, nella maggior parte delle nostre banche non sono previsti limiti a livello territoriale, anche se i costi potrebbero essere maggiori per la perizia da eseguire prima che venga concesso il prestito.
Alcuni potrebbero così ritenere più comodo usufruire dei servizi forniti da una filiale all’estero, che può quindi essere più preparata sulle normative in vigore nel luogo. I contratti devono comunque rispettare le leggi del Paese in cui si trova l’edificio, anche se per facilitare l’operazione può essere utile servirsi di un’agenzia immobiliare situata nelle vicinanze, che può aprire anche un conto corrente estero da utilizzare per prelevare la cifra prevista ogni mese.
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