La riforma non modifica la durata complessiva del diritto al congedo parentale ma interviene sulla sua indennizzabilità
La nuova riforma del congedo parentale, annunciata dal governo Meloni e dettagliata dal ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, rappresenta un passo significativo verso il sostegno alle famiglie italiane. Con la legge di Bilancio 2025, si introduce un terzo mese di congedo parentale retribuito all’80% dello stipendio, una misura che mira a rendere più attrattivo questo strumento per i genitori lavoratori.
Nonostante l’assenza del testo definitivo della legge di Bilancio 2025, è possibile anticipare chi potrà beneficiare dei tre mesi di congedo parentale maggiorato. Basandosi sulle precedenti manovre finanziarie, si prevede che l’agevolazione sarà riservata ai genitori che rientrano al lavoro da un evento di maternità o paternità successivamente al 1° gennaio 2025. Questa opportunità è estesa fino ai primi sei anni di vita del bambino e può essere fruita alternativamente da madre o padre.
La riforma non modifica la durata complessiva del diritto al congedo parentale ma interviene sulla sua indennizzabilità. In generale, il periodo fruibile rimane fissato a dieci o undici mesi (quest’ultimo nel caso in cui il padre utilizzi almeno tre mesi), ma solo nove mesi sono indennizzati fino al compimento dei dodici anni del figlio.
La novità introdotta riguarda quindi esclusivamente l’aumento della percentuale della retribuzione percepita durante i primi tre mesi.
Un aspetto particolare della nuova regolamentazione riguarda il personale delle Forze Armate e della Polizia. Per questi lavoratori, infatti, la maggiorazione si applicherà solo alla parte eccedente i periodi già coperti dalla licenza straordinaria retribuita al 100%. Ciò significa che nei casi specificati dalla normativa precedente alla legge del 2025, alcuni giorni o settimane potrebbero non beneficiare dell’aumento all’80%, creando una disparità trattata dai sindacati pronti a intervenire per garantire equità.
Questa riforma rappresenta un tentativo significativo da parte del governo italiano per sostenere le famiglie nel delicato equilibrio tra vita lavorativa e familiare. Restano tuttavia alcune questioni aperte relative all’applicazione pratica delle nuove disposizioni e alle eventuali eccezioni che dovranno essere chiarite nei prossimi mesi.
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