Economia

In arrivo avvisi bonari Agenzia delle Entrate, ma non sempre ha ragione il Fisco: ecco cosa fare

Published by
Veronica Iezza

Cosa fare in caso di avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate: quando il Fisco può sbagliare e come agire.

Il batticuore è inevitabile quando l’Agenzia delle Entrate bussa alla nostra porta finanziaria. Anche il più scrupoloso dei cittadini può sentirsi turbato di fronte a una loro comunicazione. E con ragione! Le insidie si celano dietro ogni angolo e un innocente errore può sfuggire anche alla mente più attenta.

Scopri il mistero degli avvisi bonari: amici o nemici dei contribuenti? – Lamiapartitaiva.it

Ma che dire degli avvisi bonari? Quando dovremmo scattare in modalità allerta? E quali mosse strategiche possono minimizzare i danni in caso di errore? O addirittura ottenere la rettifica, nel caso in cui la nostra coscienza fiscale sia limpida come una giornata di sole? Scopriamolo insieme.

Che cos’è un avviso bonario?

Partiamo dalla base: cosa sono e perché l’Agenzia delle Entrate li invia. Gli avvisi bonari sono comunicazioni ufficiali inviate in seguito a un controllo formale sulla nostra dichiarazione dei redditi. Il fatidico avviso compare quando l’Amministrazione Finanziaria rileva delle discrepanze nella nostra dichiarazione. Nella maggior parte dei casi, ci troviamo di fronte a uno di questi scenari:

  • Abbiamo dimenticato di saldare una delle tantissime somme che la nostra dichiarazione indica come debiti.
  • Abbiamo sbagliato a compensare in maniera errata, magari basandoci su informazioni non corrette contenute nella nostra dichiarazione.

Come dovremmo reagire in questi casi? Il contribuente che si trova a ricevere un avviso bonario ha 30 giorni di tempo per decidere se:

  • Pagare l’avviso completamente o parzialmente, magari optando per un piano di rateizzazione. Questa mossa è consigliata quando l’Agenzia delle Entrate ha sostanzialmente ragione.
  • Se ricevi un avviso bonario, hai 30 giorni di tempo per agire. Puoi optare per il pagamento totale o parziale dell’avviso, oppure puoi richiedere l’annullamento presentando un’istanza in autotutela.

    Liquidazioni e verifiche dell’Agenzia delle Entrate (credit Ansa) – Lamiapartitaiva.it

Quando vengono inviati gli avvisi bonari? Gli avvisi bonari sono il frutto di un controllo automatico o documentale, che avviene in seguito a:

  • Un’ispezione automatica basata sull’ex articolo 36-bis del DPR n. 600/73.
  • Un controllo documentale ai sensi dell’ex articolo 36-ter del DPR n. 600/73.

Lo scopo di questo controllo è:

  • Correggere errori materiali nella dichiarazione.
  • Correggere errori di calcolo nei contributi.
  • Ridurre detrazioni o crediti d’imposta non dovuti.
  • Verificare la tempestività del pagamento dei contributi.

Ma quando arriva un avviso bonario? Semplificando, un avviso bonario compare quando l’Agenzia delle Entrate nota un’anomalia dopo un controllo automatico. Lo scopo è informare il contribuente del problema riscontrato. A questo punto, è compito del contribuente verificare l’accuratezza dell’avviso. Se si ritiene di avere ragione, è possibile presentare un’istanza di rettifica o annullamento entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso. Si può fare in tre modi:

  • Telefonicamente, contattando il call center dell’Agenzia delle Entrate e fornendo tutte le informazioni necessarie agli operatori.
  • Con un’istanza cartacea presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.
  • Utilizzando i canali telematici CIVIS.

Ma come arrivano gli avvisi bonari? La modalità di notifica dipende dal fatto che il contribuente abbia o meno presentato la dichiarazione tramite un intermediario abilitato. Se hai presentato la dichiarazione tramite un intermediario abilitato, quest’ultimo può ricevere gli avvisi bonari al tuo posto. Gli avvisi bonari agli intermediari vengono comunicati elettronicamente. Se non avete un intermediario abilitato o se questo ha rifiutato l’incarico, l’avviso bonario verrà inviato direttamente al vostro domicilio fiscale. Può arrivare tramite raccomandata o PEC.

Veronica Iezza

Recent Posts

Software ISA 2026 in ritardo per legge: cosa cambia con il nuovo decreto fiscale

Il 18 maggio 2026, a Roma, si accende un dibattito acceso sul software ISA, destinato…

2 minuti ago

IVIE e immobili in Francia: come la taxe foncière incide sulla base imponibile e il credito d’imposta

Ogni anno, milioni di contribuenti francesi si trovano davanti all’Avis d’Impôt, quel foglio pieno di…

16 ore ago

CNDCEC e FNC: Nuovo Documento Ufficiale per la Redazione del Budget di Tesoreria 2024

Il 2024 ha già portato decine di modifiche a leggi fiscali e regolamenti contabili, con…

16 ore ago

Donazione indiretta tra coniugi e conviventi: quando serve la prova dello spirito di liberalità

“Non è donazione se manca l’animus donandi”: così ha ribadito la Corte, mettendo in chiaro…

19 ore ago

Commissione Enti Locali ANC: Documento di Proposta Ufficiale e Dettagli sul Fiscal Focus 2026

“La sfida della fiscalità locale nel 2026 passa da qui”. Con queste parole, la Commissione…

19 ore ago

Prescrizione decennale per tributi erariali: la Corte conferma la legittimità del termine fiscale

Il tempo è un giudice severo. Questa frase, spesso citata in tribunale, racchiude una verità…

1 giorno ago