Si tratta di un documento sconosciuto ai più, ma di particolare importanza ai fini del trattamento pensionistico: scopriamolo insieme.
È il documento più importante per andare in pensione. Tuttavia, la maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori non lo conoscono. Parliamo dell’estratto conto contributivo: si tratta del documento che riporta l’intero storico dei contributi versati, a prescindere dalla gestione previdenziale alla quale la lavoratrice o il lavoratore sono iscritti.
Perché è così importante? Ebbene, per comprendere la sua rilevanza può tornare utile considerarlo della medesima importanza del conto corrente bancario: e così come, con frequenza, effettuiamo estratti conto per verificare il capitale depositato in banca, ed anche che non siano stati commessi errori di calcolo, versamenti o esborsi, allo stesso modo è importante verificare periodicamente l’estratto conto contributivo.
Soprattutto per chi ha fatto esperienza di percorsi professionali caratterizzati da numerosi cambi di datori di lavoro, da periodi di inattività o anche da attività svolta in forma autonoma. Mentre, solitamente, la lavoratrice e il lavoratore che abbiano mantenuto lo stesso impiego per l’intero arco di vita professionale, rischiano meno. Ma cosa si rischia nello specifico? Capiamolo insieme.
Il documento dell’estratto conto contributivo viene rilasciato dall’INPS – Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Consente di conoscere i periodi di contribuzione maturati, la posizione previdenziale raggiunta, richiedere specifiche prestazioni previdenziali ed anche calcolare l’importo previsto per la pensione.
Consultarlo con costanza e frequenza è essenziale perché alcuni contributi potrebbero non essere stati versati – ad esempio da un datore di lavoro – ed anche perché lo stesso Istituto INPS potrebbe aver omesso caricamenti per errore. E così, proprio a ridosso della pensione (ovvero il momento in cui solitamente si scopre dell’esistenza del documento e della sua importanza), ecco che potremmo trovarci a dover affrontare numerosi disagi e difficoltà, col rischio di compromettere il calcolo per la nostra pensione.
Dunque come controllare il documento? Ebbene, possiamo farlo in via telematica, attraverso il portale online MyINPS dell’Istituto, oppure contattando l’INPS attraverso il Contact Center telefonico o ancora recandoci fisicamente presso una sede territoriale. In caso si riscontrino anomalie o errori, ecco dunque che possiamo richiedere all’INPS di effettuare una rettifica, compilando e consegnando all’Istituto il modulo PS24, scaricabile anche dal sito web istituzionale. Per maggiori approfondimenti, è consigliabile rivolgersi ad un consulente del lavoro specializzato, al proprio commercialista o allo stesso Istituto INPS.
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