Da marzo entra in vigore un’importante novità per i percettori di Assegno Unico. Cosa dovranno fare per continuare a ricevere la prestazione?
Coloro che non hanno ancora inviato una nuova richiesta per l’Assegno Unico e Universale per figli a carico dovranno provvedere quanto prima, per non rischiare di perdere il beneficio.
L’INPS ha, infatti, comunicato la necessità dell’inoltro della nuova richiesta, a partire dal mese di marzo, anche per i soggetti che percepiranno il nuovo Assegno di Inclusione. La presentazione della domanda per quest’ultimo sussidio, infatti, non solleva gli interessati dall’invio dell’istanza per l’Assegno Unico.
Analizziamo, nel dettaglio, quali sono le operazioni da compiere per continuare a beneficiare della misura economica.
Con la conversione del Decreto Legge n. 48 del 4 maggio 2023 nella Legge n. 85 del 3 luglio 2023, è stato istituito, con decorrenza 1° gennaio 2024, un nuovo sussidio che ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza.
Stiamo parlando del cd. Assegno di Inclusione, rivolto ai nuclei familiari in cui ci sono figli minorenni, disabili, persone con più di 60 anni di età oppure soggetti in condizioni di svantaggio che sono stati inseriti in programmi di cura e assistenza dei Servizi socio-sanitari territoriali.
L’introduzione della nuova misura ha reso necessari una serie di chiarimenti da parte dell’INPS, soprattutto in relazione alla compatibilità dell’Assegno di Inclusione con un’altra fondamentale misura: l’Assegno Unico e Universale per figli a carico. L’Assegno Unico, infatti, veniva accreditato automaticamente, come quota integrativa, ai percettori del Reddito di Cittadinanza. Con l’abrogazione dell’istituto, i titolari si chiedevano se avessero potuto continuare a percepire l’Assegno Unico.
L’Istituto di Previdenza ha specificato che il sussidio per figli a carico verrà pagato direttamente sulla card del Reddito di Cittadinanza fino al mese di febbraio 2024. Dal marzo, invece, sarà necessario presentare apposita domanda, se si intende continuare a beneficiare della prestazione economica.
Bisognerà, inoltre, verificare che i dati di pagamento inseriti siano corretti e, nel dettaglio, che il codice IBAN corrisponda a quello collegato al proprio conto corrente o alla carta prepagata, che deve essere necessariamente intestata o cointestata al richiedente.
Ricordiamo, infine, che l’importo dell’Assegno Unico varia a seconda dell’ISEE e, se non si presenta una valida certificazione, viene accreditata la cifra minima. La nuova domanda, insieme all’ISEE aggiornato, potranno essere inviati entro il 30 giugno 2024. Se si adempie entro tale termine, inoltre, si avrà diritto anche agli arretrati, pagati tramite conguaglio.
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